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Moneta del Popolo
mercoledì 11 agosto 2004

La droga uccide. Fuori legge gli stati che la producono

Intervista all’illustre giurista prof. avv. Giacinto Auriti La droga uccide. Fuori legge gli stati che la producono Un interessante reportage televisivo, trasmesso nei giorni scorsi, ha presentato vaste distese di piantagioni di papaveri che producono annualmente, in Afganistan, in dimensioni industriali, ingenti quantitativi di oppio destinato ai mercati europei. Altra cospicua produzione, si sa da sempre, avviene in taluni stati dell’America latina e rifornisce gli Stati Uniti, ma raggiunge anche l’Europa attraverso vari canali controllati dalla criminalità organizzata, compreso quello della prostituzione. Un fenomeno che muove ingenti capitali in gran parte destinati, soprattutto l’oppio afgano, a finanziare il terrorismo e i disegni eversivi antioccidentali. Sul grave fenomeno abbiamo voluto ascoltare il prof. Giacinto Auriti, già titolare della cattedra di Diritto Internazionale alla Università di Teramo. «Ormai il fenomeno della droga,» ha dichiarato ad Ap l’illustre giurista, «è diventato di tali dimensioni da non poter non essere ricondotto al regime dei più elementari principi di diritto penale. «La grande maggioranza degli stati ha affrontato il problema con norme di diritto interno, qualificando produzione, detenzione e spaccio di droga come reati di diritto penale uniforme. «Gli stati produttori di droga, in applicazione dei tradizionali principi che hanno retto da sempre l’indipendenza e la sovranità politica concepita come piena autonomia decisionale, producono pacificamente e impunemente quantitativi di droga di tale importanza da essere necessariamente destinati all’esportazione. Poiché la droga uccide, questi paesi sono esportatori di morte. Ecco perché si impone la necessità, per gli stati che subiscono l’illegittima immissione di droga nel proprio mercato, di fermare all’origine questo crimine devastante. «Poiché il fenomeno della coltivazione di droga si realizza per estensioni e quantitativi macroscopici, ai paesi produttori va revocata, per indegnità, la capacità giuridica di essere “soggetti di diritto internazionale”, mediante esplicita convenzione fra tutti gli stati “non produttori di droga”. Gli stati produttori vanno, infatti, considerati come “associazioni a delinquere” il cui comportamento criminoso va fermato con atto di guerra considerato alla stregua di intervento di polizia giudiziaria per legittima difesa.» =============================== Ricevi questa NewsLetter perché sei iscritto a ABRUZZOpress - NewsLetter Auriti/SIMEC http://www.abruzzopress.it/newsletter.htm ===============================