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Ambiente & Ecologia
martedì 30 marzo 2004

IL VERDE LULA STA SCOLORENDO

IL "VERDE" LULA STA SCOLORENDO GWN 07/30/03 — Tutti ricordano quando Luis Inacio Lula da Silva nel gennaio 2003 fu eletto presidente del Brasile. Allora le televisioni ci ubriacarono con speciali sul Brasile ed il nuovo capo carismatico, co-fondatore con Chico Mendes del Partito dei Lavoratori. Il primo presidente brasiliano di sinistra raccoglieva molte simpatie dagli ambienti verdi che ricompensò subito affidando il Ministero dell'Ambiente a Marina Silva, proveniente da un famiglia di raccoglitori di gomma dell'Amazzonia. Partito da posizioni giudicate troppo radicali, Lula aveva già corso invano per la presidenza negli anni '80 e '90: il successo arrivò dopo una evidente convergenza su posizioni di centro. Ora, però, il signor da Silva rischia di lasciare tutti spiazzati: ha autorizzato la coltivazioni di soia ogm, ha annunciato la costruzione di oleodotti in Amazzonia e vuole puntare sulle infrastrutture per promuovere l'economia nazionale. E' in fase di avanzato studio un ambizioso programma di sviluppo e le priorità sono l'approvvigionamento energetico e la viabilità. Petroleo Brasileiro SA, la principale società energetica brasiliana, conta di dare inizio al principio del prossimo anno ad un progetto di 1 miliardo di dollari per portare il gas dalla zona di Urucu in Amazzonia alle brulicanti città al margine della giungla. Ovviamente gli attivisti ambientalisti vogliono fermare la Petrobras e per il governo da Silva si prepara un duro scontro. Il presidente è deciso a destinare miliardi di dollari ad autostrade, ferrovie, aeroporti, vie d'acqua ed altri progetti che potrebbero cambiare la fisionomia della foresta pluviale amazzonica. Un pensierino Lula lo fa anche sul progetto di costruire in Amazzonia una delle più grandi dighe del mondo. "Questa regione non può essere trattata come qualcosa di un altro mondo, intoccabile, nella quale le persone non hanno diritto ai benefici del progresso", ha dichiarato da Silva lo scorso giugno. I programmi presidenziali hanno sorpreso e deliziato industriali e grandi allevatori, che sperano che, finalmente, cadano i tabù sull'Amazzonia. Gli oleodotti sono "più facili da fare con Lula, perché ha molta credibilità", dice Virgilio Mauricio Viana, il ministro dell'ambiente dello stato dell'Amazzonia, che ha studiato ad Harvard. Del resto nella coalizione che ha portato da Silva alla vittoria è stato eletto per il Partito Popolare Socialista Eduardo Braga, ingegnere elettrico e chiaro sostenitore degli oleodotti: egli ricopre la carica di governatore dell'Amazzonia. Un ulteriore shock è stato l'annuncio di un piano da 66 miliardi di dollari in 4 anni per un piano di infrastrutture. Il programma "Brasile per ognuno" include il raddoppio della capacità di generare elettricità del progetto idroelettrico Tucuru e la riconsiderazione di un piano lungamente rimandato per una diga a Belo Monte, 4 miliardi di dollari. Questi ambiziosi progetti, che potrebbero portare lavoro e benessere ad un numero enorme di persone, aprono interessanti sfide. Oltre all'immancabile coro dei difensori di madre terra, c'è chi, come lo stesso governatore Braga teme che ci saranno grossi problemi di ordine pubblico e che l'Amazzonia si trasformi in un nuovo Far West ai tempi della febbre dell'oro. La battaglia sarà lunga e difficile, ma state sicuri che in Italia nessuno vorrà parlare di Lula, ultima delusa speranza di certa pasciuta sinistra. Eppoi, come osano gli abitanti dell'Amazzonia anche solo desiderare frigoriferi e condizionatori? ===================================== Ricevi questa e-mail perché sei iscritto a: ABRUZZOpress – NewsLetter “Ambiente ed Ecologia” http://www.abruzzopress.it/newsletter.htm da “GreenWatch news” a cura di Antonio Gaspari antonio.gaspari@fastwebnet.it ==================================